TERREMOTI

     

 

 

 

 

I PIU' DISASTROSI TERREMOTI IN ITALIA A PARTIRE DALL'ANNO 1000 d.c.

I PIU' FORTI TERREMOTI NEL MONDO A PARTIRE  DALL'ANNO 1000 d.c.

TSUNAMI CHE HANNO COLPITO L'ITALIA A PARTIRE DALL'ANNO 1000 d.c.

ORIGINE DEI TERREMOTI  SERVIZIO SISMICO NAZIONALE MISURAZIONE DEI TERREMOTI
ONDE SISMICHE DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
IPOCENTRO ED EPICENTRO RISCHIIO SISMICO IN ITALIA
SISMOGRAFI E SISMOGRAMMI I MAREMOTI
 
I MAGGIORI TERREMOTI IN ITALIA A PARTIRE DALL’ANNO 1000 d.c.
 
GIORNO

MESE

ANNO

LOCALITA' MAGNITUDO VITTIME
   

 1169

 SICILIA ORIENTALE    
Uno degli eventi più antichi per il quale sia possibile una (pur se parziale) ricostruzione storica degli effetti. Le notizie disponibili sono spesso incerte e confuse, non solo circa i danni prodotti e l'esatta estensione dell'area colpita, ma finanche sull'ora esatta in cui si e' verificata la scossa principale. E’ possibile che la scossa più violenta sia avvenuta poco dopo il tramonto, come testimonierebbe il fatto che un gran numero di persone rimaste uccise si trovava all'interno della cattedrale di Catania. Il numero complessivo di morti nella sola città di Catania oscilla tra 15.000 e 20.000.  La città di Messina e' stata raggiunta da un maremoto, prodotto dall'evento sismico, e l'onda di marea ha inoltre risalito per 6 km il corso del fiume Simeto distruggendo totalmente il villaggio di Casal Simeto, che non venne mai piu' ricostruito. L'epicentro e' stato in mare, lungo la costa tra Catania e Siracusa
 5 DICEMBRE  1456   IRPINIA,MATESE,SANNIO 7,1     30000
  DICEMBRE  1542  SICILIA    
Sembra essere stato il meno disastroso tra le catastrofi sismiche che la storia della Sicilia orientale ricordi. L’evento di maggior intensita’ si e’ verificato intorno alle quattro del pomeriggio del 10 Dicembre nell’area di Siracusa. I centri urbani che hanno subito effetti di distruzione totale sono quelli di Siracusa, Sortino, Melilli e Grammichele. Danni gravi sono stati registrati anche a Catania, Augusta, Noto, Caltagirone, Militello  e in numerosissimi castelli della Val di Noto. L’evento sismico principale e’ stato seguito da numerose repliche protrattesi per circa 40 giorni.
30   LUGLIO  1627

 PUGLIA ( GARGANO )

7,1      5000
Teeremoto accompagnato da maremoto. Si tratta di uno dei maggiori tsunami che hanno interessato le coste italiane dell'Adriatico meridionale. Lo tsunami fu innescato da un e colpì la zona costiera tra Fortore e San Nicandro, nei pressi del Lago di Lesina nel Gargano Settentrionale
27   MARZO  1638  CALABRIA       10000
 9 FEBBRAIO  1688  BASILICATA ( PISTICCI )        2000
11 GENNAIO  1693  SICILIA ORIENT. - CALABRIA MERIDIONALE 7,5     60000
Rappresenta, assieme al terremoto  del  1908, l'evento catastrofico di maggiori dimensioni che abbia colpito il territorio italiano in tempi storici. L'evento ha provocato la distruzione totale di oltre 45 centri abitati, interessando con effetti pari o superiori al IX grado MCS una superficie di circa 5600 Km2 e causando circa 60000 vittime.   La sequenza sismica che comprende questo terremoto con effetti davvero devastanti, e' iniziata il giorno 9 Gennaio 1693 e si e' protratta per circa 2 anni con un numero elevatissimo di repliche (circa 1500 eventi). L'evento principale (XI grado MCS) si e' verificato alle ore 9 della sera dell'11 Gennaio, dopo che alcune scosse di minore intensità (circa VIII grado MCS) si erano gia' fatte sentire la sera del giorno 9 e la mattina dello stesso giorno 11. Il numero più elevato di vittime e' stato registrato nella città di Catania, dove sono morti circa i 2/3 della popolazione.
Le caratteristiche dell'evento principale consentono di considerarlo, per molti aspetti, simile al terremoto del 4 Febbraio 1169 e suggeriscono che la struttura sismogenetica sia posta in mare, non lontano dalla costa tra Catania e Siracusa. Una indiretta conferma di questa ipotesi e' fornita dal maremoto associato all'evento sismico che, anche in questo caso come nel 1169, ha colpito la costa ionica della Sicilia. La profondita' ipocentrale stimata per l'evento principale e' di circa 20 Km. 
     1726  SICILIA ( PALERMO )          400
     1783  CALABRIA 7,4      40000
La crisi sismica conosciuta come ‘Terremoto della Calabria del 1783’ durò quasi 3 anni e fu caratterizzata da 5 scosse catastrofiche dell’XI grado della scala Mercalli   (5, 6 e 7 Febbraio, 1 e 28 Marzo 1783) e da varie centinaia di scosse ‘minori’ (alcune delle quali del IX grado, come quella del 26 Aprile 1783) . Le scosse interessarono l’intera Calabria meridionale e, in parte, la Sicilia orientale (Messina). Fu senza dubbio uno dei terremoti più catastrofici che abbiano mai colpito il nostro Paese: centinaia furono i paesi completamente distrutti; i morti per cause dirette furono quasi 30.000 (6,7% della popolazione), ai quali se ne dovettero aggiungere altri 5.000 per malattie e stenti negli anni successivi. Il territorio subì drammatici cambiamenti morfologici e idro-geologici : frane, smottamenti e crolli cambiarono la geografia della regione, il corso dei fiumi e la morfologia delle coste, e nacquero oltre duecento nuovi laghi, alcuni dei quali di notevoli dimensioni
 5   MARZO  1823

 SICILIA

6  
Non e' certamente uno dei terremoti più gravi che si sia verificato in questa regione, ma va ricordato per l'ampia estensione della zona gravemente colpita. L'area maggiormente colpita dal terremoto comprende il tratto di costa tra Capo d'Orlando e Capo Calavà e, nell'entroterra, i centri abitati di Patti e di Naso; quest'ultimo e' certamente quello che ha subito i maggiori danni. L'epicentro del terremoto e' da porsi certamente in mare, come confermato anche dall'onda di marea che colpì un esteso tratto di costa, anche se comunemente si tende a identificarlo con l'abitato di Naso, dove fu registrato il massimo danno. A Naso la catastrofe fu evitata grazie al verificarsi dei due eventi precursori avvertiti nelle prime ore del pomeriggio, che spinse  la maggior parte della popolazione ad abbandonar le proprie case rifugiandosi nei campi; questa fortunata condizione fece si che il numero delle vittime fosse limitato a due.
Pur in un siffatto contesto di spiccata asimmetria del campo macrosismico, risulta comunque singolare la constatazione degli effetti a Palermo, ad una distanza di circa 100 Km dall'epicentro, dove fu registrato il crollo totale di numerosi edifici, la morte di 19 persone ed il grave ferimento di altre 25
 1 FEBBRAIO  1826

 BASILICATA

   
Colpì gravemente Melfi, Potenza, Tito e satriani, i morti furono tanti, non si conosce il numero esatto, i danni furono molti e le scosse pesantissime. Il terremoto fu preceduto da una istantanea accensione nell'atmosfera.. Si registrò che in un luogo detto Crocevia, verso la Torre di Satriano, prima del terremoto si vide una densa colonna di fumo, poi la terra si aprì, sgorgò un'abbondante getto di acqua e poi si richiuse. Prima e durante le scosse si notò inquietudine degli animali domestici, e l'intorpidirsi delle acque nei pozzi e sorgenti. Il terremoto si sentì forte anche nella zona di Melfi e Matera
16 DICEMBRE  1857

 BASILICATA

6,5      9700
Colpì Potenza e tutta la zona della Val D'Agri. A Potenza i danni furono incalcolabili, da quel furioso sisma nessun edificio rimase illeso.. L'epicentro del sisma si registrò nella zona di Tramutola. Nel mese di Dicembre le scosse replicarono tutti i giorni nelle zone terremotate, la terra si apriva e i colli franavano e le scosse continuarono per circa un anno
28  LUGLIO  1883  CAMPANIA ( SALERNO, ISCHIA ) 6,5     12300
18 SETTEMBRE  1905  CALABRIA ( NICASTRO ) 6,8       557
 23  OTTOBRE  1907  CALABRIA ( FERRUZZANO ) 5,9       167
28  DICEMBRE  1908  CALABRIA MERID. - SICILIA ORIENTALE 7,5     90000
Il terremoto del  28 Dicembre 1908 rappresenta, come già ricordato a proposito del terremoto della Val di Noto del 1693, uno dei due eventi sismici più catastrofici che la storia italiana ricordi.
L'evento sismico di maggior intensità (XI grado MCS) si e' verificato nelle prime ore del mattino del 28 Dicembre ed e' stato seguito, nello stesso giorno, da tre repliche che hanno raggiunto intensità massima pari all'VIII grado della scala MCS. La profondità ipocentrale dell'evento principale e' stata stimata a circa 15-20 Km, in corrispondenza dello Stretto di Messina.
Malgrado il terremoto venga comunemente ricordato in letteratura come il "terremoto di Messina", gli effetti di massima intensita' sono stati registrati nella città di Reggio Calabria, dove i danni percentuali al patrimonio edilizio e la perdita di vite umane sono stati certamente più elevati. I danni assoluti sono stati, però, decisamente maggiori a Messina, e ciò in virtù del fatto che la città di Messina era a quel tempo molto più densamente popolata (circa 90.000 abitanti contro i 27.000 di Reggio Calabria). Ampia incertezza sussiste ancora sul numero totale di vittime che, secondo i diversi Autori, oscilla tra 60.000 e 120.000.
Il terremoto e' stato associato ad una violenta onda di marea che ha interessato le coste siciliana e calabrese, confermando la localizzazione in mare dell'epicentro
13  GENNAIO  1915  MARSICA ( AVEZZANO ) 6,9    30000
24 NOVEMBRE  1918  SICILIA ( GIARRE ) 4,3      100
29   GIUGNO  1919  TOSCANA ( MUGELLO )        100
 7 SETTEMBRE  1920  TOSCANA ( LUNIGIANA, GARFAGNANA )        200
23   LUGLIO  1930  IRPINIA 6,5     1500
15  GENNAIO  1968  SICILIA ( BELICE ) 6      268
L'attività sismica ha cominciato a manifestarsi con una serie di eventi precursori di minore intensità che hanno avuto inizio il giorno precedente il terremoto principale e si sono protratti con una serie di repliche registrate fino all'estate dello stesso anno. Considerando nei dettagli le caratteristiche del sisma e' opportuno rilevare che nella fattispecie non si e' trattato di una singola scossa distruttiva ma di una sequenza costituita da almeno tre eventi di uguale intensità, due dei quali verificatisi il giorno 15 Gennaio, a mezzora l'uno dall'altro, seguiti da un terzo, verificatosi nel pomeriggio del giorno successivo. Un quarto evento, di intensità leggermente inferiore ma tuttavia in grado di produrre seri danni in un territorio già provato degli eventi precedenti, e' stato registrato nella mattinata del 25 Gennaio.
I centri abitati di S. Ninfa, Gibellina, Salaparuta, Montevago e S. Margherita Belice hanno subito effetti di distruzione pressoché totale, e gravemente danneggiati sono risultati anche gli abitati di Salemi, Poggioreale e Partanna
16   MAGGIO  1976

 FRIULI

6,5     1000
Alle ore 21.06 una scossa sismica del decimo grado della scala Mercalli ha devastato Maiano, Buia, Gemona, Osoppo, Magnano, Artegna, Colloredo, Tarcento, Forgaria, Vito d'Asio e molti altri paesi della pedemontana      
23 NOVEMBRE  1980

 IRPINIA - BASILICATA

7,2     2800
Terremoto a carattere distruttivo. La prima scossa fu preceduta da un boato come di un forte vento, in 80" si registrarono tre scosse simultaneamente: la più forte di moto ondulatorio, durò circa 15". L'epicentro si registrò in Irpinia, nella zona di Conza estendendosi per 26.000 Km., coinvolgendo 126 Comuni di cui 52 in Basilicata e 74 in Campania. Nelle due Regioni si ebbero 2735 morti, circa 800 feriti e 300.000 case distrutte
13  DICEMBRE  1990

 SICILIA

7      17
26 SETTEMBRE  1997

 UMBRIA

5,7      11
31  OTTOBRE  2002

 MOLISE

5,6        7