TERREMOTI

     

 

 

 

 

I PIU' DISASTROSI TERREMOTI IN ITALIA A PARTIRE DALL'ANNO 1000 d.c.

I PIU' FORTI TERREMOTI NEL MONDO A PARTIRE  DALL'ANNO 1000 d.c.

TSUNAMI CHE HANNO COLPITO L'ITALIA A PARTIRE DALL'ANNO 1000 d.c.

ORIGINE DEI TERREMOTI

SERVIZIO SISMICO NAZIONALE

MISURAZIONE DEI TERREMOTI
ONDE SISMICHE DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
IPOCENTRO ED EPICENTRO RISCHIIO SISMICO IN ITALIA
SISMOGRAFI E SISMOGRAMMI I MAREMOTI
 
ONDE SISMICHE
 

Queste sono essenzialmente onde sonore che si irradiano dall’ipocentro. Il comportamento delle rocce attraversate dalle onde sismiche permette di dividere queste ultime in due principali tipi

onde longitudinali, anche note come primarie o onde P, che viaggiano, alla velocità compresa tra 1,5 e 8 chilometri per secondo nella crosta terrestre. Queste onde sono le prime che si registrano con il sismografo

onde trasversali, altrimenti note come secondarie o onde S, che viaggiano più lentamente, solitamente dal 60% al 70% della velocità delle onde P. Queste onde si trasmettono più lentamente e giungono ai sismografi in un momento successivo

Dato che le onde P ed S sono generate da due stati di vibrazione diversi, si propagano indipendentemente le une dalle altre, secondo il valore delle costanti elastiche delle rocce.     Le rocce molto cementate e rigide consentono una propagazione molto veloce, mentre un sottosuolo argilloso e molle tende a rallentare il cammino delle onde

Le onde P  fanno vibrare il terreno nella stessa direzione in cui si propagano, mentre le onde S lo fanno vibrare perpendicolarmente o trasversalmente alla direzione di propagazione. Oltre alle vibrazioni longitudinali e trasversali esistono altri tipi di onda, che percorrono la superficie del suolo senza spingersi in profondità. Queste sono importanti perché inducono sforzi di taglio nel terreno e producono i maggiori danni in caso di sisma. Queste prendono il nome di onde superficiali, la loro velocità è minore rispetto alle S, e anch’esse possono essere di tipo trasversale

Il rapporto tra le velocità medie di un’onda P e la seguente onda S è praticamente costante. Questo fatto permette ai sismologi di rilevare il ritardo tra l’arrivo dell’onda P e l’arrivo dell’onda S per ottenere una veloce e ragionevolmente accurata stima della distanza di un terremoto dalla stazione di osservazione. Basta moltiplicare la differenza S-P, in secondi, per una costante.